Attraverso l’utilizzo della sonda per cistoscopia è possibile poter diagnosticare, ma anche agevolare una serie di procedimenti in sede di intervento, per un numero molto elevato di patologie, alcune delle quali anche piuttosto importanti e pericolose per la salute generale dell’individuo.

Nello specifico la cistoscopia è un metodo diagnostico molto utilizzato per esempio della chirurgia urologica, sviluppato attraverso l’utilizzo di una sonda a fibra ottica molto sottile in grado di indagare e riprodurre su schermo la conformazione della zona o dell’organo valutato. Viene utilizzata per le diagnosi di patologie del sistema urinario e, più precisamente della vescica.

Questo metodo diagnostico permette di avere un quadro molto chiaro su differenti tipi di patologie che possono interessare la vescica, grazie alla sua capacità di rilevare questo tipo di problematiche direttamente dalla vescica stessa, potendo anche risultare utile per un prelievo di tessuto da sottoporre, in seguito, ad ulteriore indagine al microscopio.

Tra le patologie che possono far valutare un utilizzo della sonda per la cistoscopia è possibile annoverare l’ematuria, la calcolosi urinaria, l’ureterocele, la fistola vescicale e la cistite interstiziale.

5 patologie diagnosticate attraverso cistoscopia

Per spiegare meglio l’utilità della cistoscopia è importante analizzare, più nello specifico, i 5 casi di patologie prima menzionati:

Ematuria – questa patologia è tipica dell’apparato urinario ed è caratterizzata dalla comparsa di sangue nelle urine. Questo tipo di patologia può essere valutato in base alla quantità di sangue presente, ovvero in base alla densità del colore delle urine nei toni più scuri o più chiari. Si parla di macroematuria quando la colorazione delle urine tende ad essere più scura e microematuria quando questa, invece, tende ad avere un colore più chiaro ma comunque differente rispetto alla normalità. La causa dell’ematuria è diagnosticabile attraverso cistoscopia.

Calcolosi urinaria – le formazioni di carattere cristallino all’interno dell’apparato urinario prendono il nome di calcolosi urinaria. Questo tipo di formazione avviene quando si palesa una mancanza di magnesio o di citrato, sostanze in grado di inibire l’aumento della cristallizzazione all’interno dell’urina. La condizione legata alla calcolosi urinaria è facilmente diagnosticabile e può essere monitorata attraverso l’utilizzo di sonda per la cistoscopia.

Ureterocele – si parla di ureterocele quando si fa riferimento alla patologia, di natura congenita, a carico dell’apparato urinario. Questa si presenta come un rigonfiamento della zona dell’uretere e può essere trattata in via chirurgica intervenendo direttamente anche grazie ad endoscopia. Può essere diagnosticata anche grazie all’utilizzo di cistoscopia.

Fistola vescicale – la formazione di vari tratti di comunicazione tra organi ed apparati risulta essere una condizione patologica che, nel caso di sviluppo nella zona dell’apparato urinario, può prendere il nome di fistola vescicale. La presenza di fistole può portare ad infezioni dei tessuti anche di entità piuttosto grave. Questo tipo di patologia può essere agevolmente diagnosticata attraverso l’utilizzo di cistoscopia.

Cistite interstiziale – si parla di cistite interstiziale quando si va incontro ad un deciso dolore pelvico  dovuto a disfunzione di natura cronica diagnosticabile alle pareti pelviche. Questo particolare disagio interviene sulle normali funzioni della minzione causando dolore e difficoltà ulteriori nella pratica.

L’utilizzo della cistoscopia implica lo sviluppo della pratica tramite le mani di un esperto con ampia conoscenza di base delle procedure mediche nei casi evidenziati, per permettere una diagnosi efficace ed un decorso del controllo senza problema alcuno.

luca airò
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