La problematica dell’ alluce valgo è una delle più difficili da trattare in ambito medico-chirurgico.

Si tratta di un problema che può colpire molte persone, indiscriminatamente dal sesso e dall’età, e che può rappresentare un difetto fisico altamente limitante se non, in alcuni casi, invalidante.

Per alluce valgo si intende una specifica modificazione della posizione del metatarso del primo dito del piede con tendenza a deviare verso il secondo dito.

La conformazione classica per i piedi che presentano questo tipo di patologia relativa all’alluce valgo è quella di una sorta di punta “a piramide” dell’estremità del piede con comparsa, all’altezza dell’osso del metatarso di un arrossamento con rigonfiamento che, in maniera più semplicistica, viene definito “a cipolla”.

L’alluce valgo può arrivare a colpire in maniera indiscriminata sia uomini che donne, ma i casi più spesso denunciati sono quelli che riguardano le donne che, così come evidenziato da molte ricerche in seno a questo tipo di patologia, tendono a sviluppare alluce valgo anche in ragione dell’abitudine di indossare scarpe troppo strette o con specifica conformazione a livello della punta.

Esistono altri casi in cui, lo sviluppo di questa patologia può riguardare individui che indossano calzature speciali, come lo possono essere le scarpe antinfortunistiche, oppure le calzature speciali per la pratica, ad esempio, di sport invernali come sci alpino e pattinaggio.

Così come molte patologie di natura prettamente ortopedica esistono valutazioni in seno all’utilizzo di tecniche specifiche per il trattamento del problema dell’alluce valgo.

Questi interventi specifici possono svilupparsi in due modalità:

  • attraverso l’utilizzo di tecniche conservative, che tendono cioè a favorire la non incisione chirurgica nella zona di sviluppo della patologia,
  • oppure con l’uso di tecniche chirurgiche che, tuttavia, siano mininvasive per quanto riguarda le incisioni o trattamenti di questo tipo.

L’intervento con tecnica chirurgica percutanea per l’alluce valgo

Nello sviluppare un’adeguata risposta strategica per il trattamento della difficile problematica dell’alluce valgo, i ricercatori hanno individuato come efficace la cosiddetta “tecnica percutanea”.

Questo tipo di tecnica, seppur attraverso un’applicazione pratica relativamente complessa, è in grado di garantire mininvasività ma, soprattutto, elevata efficacia nei risultati con un impiego di tempo minimo ed anche un recupero delle capacità motorie molto veloce.

L’intervento per il trattamento dell’alluce valgo si svolge in diverse fasi che prevedono l’utilizzo di una strumentazione utile per incidere i tessuti superficiali attraverso una serie di tagli di piccola entità per poter sviluppare uno spazio di manovra utile per lo svolgimento della pratica vera e propria.

A questo punto verrà utilizzata una fresa particolare che consentirà di rimuovere parte dell’osso attraverso abrasione, con espulsione diretta del materiale in eccesso.

La fase successiva comprende una osteotomia che permetterà all’articolazione del dito di riprendere la normale funzionalità con effettivo riposizionamento della struttura del dito stesso.

L’intervento con tecnica percutanea, per il trattamento dell’alluce valgo è uno dei metodi più efficaci per la soluzione di questo problema così invalidante.

Viene eseguito in poco meno di 30 minuti e permette un veloce recupero delle funzionalità complete in circa 20-25 giorni di tempo.

Un sistema ormai approvato ed apprezzato dai migliori esperti in campo ortopedico che ha garantito efficacia ed affidabilità assolute.

luca airò
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