La condizione clinica legata allo sviluppo di forme di intolleranze alimentari, come l’intolleranza al lattosio, è complicata dalla natura piuttosto varia di quelle che possono essere le caratteristiche dell’intolleranza stessa.

Questa condizione deve essere indagata in maniera piuttosto approfondita per poter guidare gli esperti ad una diagnosi precisa che consenta un intervento dedicato e che non contempli perdite di tempo inutili nel trattare problemi che in realtà non coincidono con la natura dei sintomi.

L’ intolleranza al lattosio, al contrario di quanto si potrebbe essere portati a pensare, non è una patologia semplice da diagnosticare.

Questo tipo di difficoltà può essere facilmente spiegata analizzando meglio quelle che possono essere le differenze tra diversi tipi di intolleranza. Quando si fa riferimento all’ intolleranza al lattosio è bene evitare di confondere questa con una forma specifica di allergia.

Per natura, l’intolleranza al lattosio ha la specificità di quelle che sono le reazioni, che si verificano tipicamente a livello dell’intestino, mentre si fa riferimento ad allergia al latte più generale, quando si presentano sintomi diversi che vanno a coinvolgere diversi distretti corporei (ad esempio, attraverso reazioni cutanee).

A fare la differenza tra questi due fenomeni è soprattutto il processo che si innesca quando si parla di intolleranza. In questo caso si parla di difetto nella capacità di assorbimento di quelli che sono gli elementi che vengono a svilupparsi dalla scissione del lattosio. Se questi non vengono adeguatamente assorbiti vanno a sviluppare dolori addominali, problemi di digestione e produzione di flatulenza.

I test per l’ intolleranza al lattosio

L’importanza di sviluppare una strategia utile a contrastare questi fenomeni spesso molto dolorosi e di natura poco desiderabile, anche a livello sociale, risiede nella necessità di poter contare su un tipo di test specifico per la diagnosi dell’ intolleranza al lattosio.

In questo senso la ricerca sta mostrando decisi passi avanti, soprattutto se in relazione a quelli che erano i mezzi disponibili e le conoscenze approfondite relativamente a questo argomento fino a qualche anno fa. Molti esperti hanno sviluppato, nel tempo, una strategia piuttosto controversa nella sua applicazione e da considerare troppo “lenta” nello svolgere la sua funzione principale, cioè quella di diagnosticare l’intolleranza al lattosio.

Questa strategia prevedeva la condivisione di un regime alimentare specifico per un determinato numero di giorni al fine di individuare la reale presenza di intolleranza al lattosio. Sebbene questo tipo di test sia stato più volte utile a circoscrivere il problema, si è quasi sempre rivelato poco preciso nell’identificare con precisione la natura di questo.

Per questo motivo si fa ricorso, oggi, in maniera più specifica al Breath Test al lattosio. Questo test specifico consente di identificare uno degli elementi che si sviluppa dalle problematiche che derivano dall’intolleranza al lattosio, l’idrogeno.

La presenza di elevate quantità di idrogeno a livello dell’intestino certifica il malfunzionamento del processo di scissione del lattosio per via della carenza dell’enzima lattasi. Se l’enzima lattasi è carente l’elemento lattosio rimane intatto e viene a svilupparsi carenza di glucosio e galattosio, originati dalla scissione del lattosio.

Un test semplice e mininvasivo, della durata di poche ore e legato a risultati certi. Un modo efficace, quello del Breath Test al lattosio, che consente di fornire risposte certe per un problema molto presente nella società occidentale.

luca airò
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