La zona più delicata dell’articolazione del ginocchio è quella relativa alla struttura del menisco.

Il menisco è un tipo di struttura che si frappone in maniera precisa tra le strutture dei condili del femore e quello della tibia e si tratta di un tessuto che risulta indispensabile per fornire supporto e sostegno ai movimenti dell’articolazione del ginocchio, soprattutto quando si tratta di ammortizzare alcuni movimenti anche piuttosto bruschi.

Questa sua funzione cozza in maniera piuttosto evidente con la delicatezza della struttura stessa, una struttura che, proprio in ragione di questa sua delicatezza, è vittima spesso di infortuni di entità anche piuttosto pericolosa.

Questi infortuni possono essere preliminarmente classificati in base all’entità stessa del disagio sviluppato. In questo senso è possibile poter evidenziare la condizione legata a lesione presente a livello del menisco, oppure, nei casi più traumatici, alla rottura del menisco stesso.

Il menisco rotto è una condizione piuttosto nota, a livello di infortuni, tra gli sportivi amatoriali e professionisti.

Nonostante la naturale resistenza delle strutture del menisco, soprattutto in ragione delle elevate sollecitazioni che questo è in grado di sopportare, le conseguenze della lesione o del menisco rotto sono da considerare in gravità per via della relativa assenza di capacità rigenerativa del menisco rotto stesso.

Il soggetto che subisce un infortunio al menisco, che si tratti di semplice lesione o di menisco rotto, accusa diverse problematiche obiettive dal punto di vista sintomatologico. Il ginocchio, con menisco rotto o lesionato, tende a gonfiarsi, a mostrare inefficienza e sensazione di cedimento, oltre che di dolore più o meno accennato, nel riproporre movimenti anche piuttosto semplici.

Tuttavia, per avere un quadro preciso relativamente all’entità ed alla tipologia di infortunio subito a livello dell’articolazione del ginocchio, l’esperto può arrivare a consigliare una serie di esami utili per una chiara diagnosi.

Quali esami svolgere per il menisco rotto

Esistono, a livello del ginocchio e relativamente al menisco rotto, determinati esami utili per poter avere un quadro diagnostico preciso sulla natura dell’infortunio, per distinguere, quindi, tra menisco rotto o meno complessa lesione a livello dello stesso.

I più specifici ed utili per poter avere un responso preciso sono quelli in artroscopia, la risonanza magnetica e la radiografia.

Artroscopia

Poter diagnosticare un menisco rotto attraverso l’artroscopia significa avere una risposta certa sulla condizione della struttura e la natura precisa dell’infortunio.

È un tipo di diagnosi che viene spesso consigliata per via della sua precisione e sicurezza e che viene incoraggiata a dispetto della sua invasività.

Risonanza magnetica

In questo ambito la risonanza magnetica viene spesso utilizzata come strumento di monitoraggio. Questo tipo di metodo diagnostico consente di avere un quadro chiaro specialmente per quanto riguarda la lesione meniscale. Poter monitorare questa condizione, infatti, potrebbe consentire di evitare complicazioni in questo tipo di infortunio fino, addirittura, alla previsione della rottura del menisco lesionato.

Radiografia

La radiografia per il menisco rotto è l’esame diagnostico meno utilizzato perché meno affidabile. Gli esperti lo escludono come metodo per poter indagare direttamente la condizione di menisco rotto, ma lo ritengono comunque utile per valutare la condizione di salute delle strutture vicine al menisco, soprattutto per aver riscontro della possibile presenza di altre patologie.

Monitorare continuamente la condizione di salute di un’articolazione come il ginocchio consente di poter sviluppare una risposta terapeutica efficace per un pronto recupero ed un ritorno sicuro all’attività, di qualsiasi livello e genere questa sia.

luca airò
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