L’utilizzo di peeling in ambito dermatologico è un tipo di pratica che ha ormai preso il sopravvento per il trattamento di differenti problematiche a livello patologico della pelle.

L’intervento attraverso il peeling è considerato come un eccezionale sistema per risolvere problemi di carattere estetico piuttosto difficili da sopportare, specialmente in zone specifiche come il viso, sul quale alcuni sfoghi di natura dermatologica possono assumere anche connotati importanti.

Nello specifico si fa riferimento al peeling chimico quando si sviluppa una terapia che utilizza differenti sostanze di natura chimica per rimuovere o calmierare gli effetti di un’infiammazione a livello della cute tale da causare un imperfezione piuttosto evidente.

Il peeling chimico ha un’azione definita “esfoliante” in grado, cioè, di rimuovere quegli strati di pelle che sono direttamente interessati dall’irritazione o dall’infiammazione.

Questo tipo di intervento diretto è ovviamente volutamente causato ed i suoi effetti sono totalmente considerati come normali in un quadro di salute generale che non comporti complicazioni.

La pelle viene esfoliata quanto basta per limitare i problemi legati al difetto della cute, senza causare disagio di nessun genere.

Per sviluppare ulteriormente questo ultimo aspetto relativo al peeling è utile poter distinguere in maniera chiara quelli che sono i “gradi” relativamente agli effetti diretti che il trattamento va ad avere sulla cute.

Questi effetti hanno efficacia molto superficiale, superficiale, media o profonda. Una valutazione che, data la sostanziale differenziazione degli effetti, che tiene in considerazione l’effetto necrotico che i peeling hanno sugli strati di cute, non deve considerare condizioni gravi come risultati dell’utilizzo di questo sistema, ovviamente sempre potendo contare su un affidabile parere medico prima di qualsiasi utilizzo.

Gli agenti chimici del peeling

Esistono al giorno d’oggi, anche in base ad una testata efficacia provata a livello dermatologico, diversi agenti chimici in grado di fornire una risposta utile ed efficace a problematiche di tipo dermatologico.

Tra questi i più utilizzati risultano essere: l’acido salicilico, l’acido glicolico e l’acido piruvico. Tutti questi agenti sono di natura chimica ma sono utilizzati in ambito dermatologico in quantità e modalità utili per non arrecare danni di alcun tipo alla cute ed alle strutture sottostanti.

Ma quali sono le particolarità di questi tre agenti chimici in grado di lavorare così efficacemente sulla pelle e di eliminare velocemente le imperfezioni che la caratterizzano?

Acido salicilico

Le qualità dell’acido salicilico sono note da tempo. Questa particolare sostanza può essere utile per condizioni specifiche relativamente a problemi dermatologici. In particolare l’acido salicilico, per quanto riguarda il peeling, è in grado di mostrare grande efficacia contro patologie dermatologiche come la psoriasi, un difetto che viene a presentarsi in maniera piuttosto evidente sulla pelle.

Acido glicolico

Per quanto riguarda l’acido glicolico per il peeling della pelle, ci troviamo di fronte ad un agente specifico in grado di agire in maniera efficace come sostanza esfoliante, rimuovendo in maniera precisa gli strati necrotici che causano effetti visibilmente poco estetici in zone piuttosto visibili.

Acido piruvico

L’acido piruvico viene utilizzato in dermatologia per trattare differenti patologie a questa correlate grazie alla su capacità di sintesi con l’acido glicolico. Queste due sostanza sono in grado di agire in maniera precisa ed efficace per l’esfoliazione da peeling.

Per il peeling chimico esistono una serie varia ed efficace di sostanze in grado di produrre l’effetto desiderato per malattie piuttosto visibili e poco piacevoli dal punto di vista estetico.

Questo tipo di rimedio, tuttavia, non deve mai essere preso in considerazione se non sotto consulto medico preventivo.

luca airò
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